Rassegna Stampa

Fonte: Il Secolo d'Italia

Autore: Alessandro Grandi

Il Vietnam è la “nuova Cina” della delocalizzazione della produzione industriale. Manodopera a costi più bassi, popolazione giovane e con migliori conoscenze linguistiche ne fanno preda ambita per gli imprenditori ma attenzione – spiega il dott. Attilio Arietti – alla Cina, pronta ad invadere nuovamente il Vietnam, questa volta però con i propri ingenti capitali. Piaggio punta a produrre un simbolo del Made in Italy come la Vespa ad Hanoi, ma sarà un strategia pagante anche nel lungo periodo? E saprà l’Italia mantenere propri i suoi marchi di fronte all’assalto cinese?

Fonte: Corriere.it

Autore: Alberto Pattono

All’interno di un dossier sulle società di consulenza in Italia, il dott. Attilio Arietti spiega come la lenta crescita delle imprese italiane all’estero sia dovuta alle piccole dimensioni delle imprese nostrane e alla tendenza degli imprenditori a prediligere una crescita interna “da zero”, ma che spesso il mercato non permette, dando così un ruolo di primo piano alle operazioni di M&A.

Fonte: Il Mondo

Autore: Alberto Pattono

All’interno di un dossier sulle società di consulenza in Italia, il dott. Attilio Arietti spiega come la lenta crescita delle imprese italiane all’estero sia dovuta alle piccole dimensioni delle imprese nostrane e alla tendenza degli imprenditori a prediligere una crescita interna “da zero”, ma che spesso il mercato non permette, dando così un ruolo di primo piano alle operazioni di M&A.

Fonte: Quotidiano Energia

Autore: Carlo Maciocco

Il dott. Davide Milano analizza i maggior driver della crescita di operazioni di M&A e interesse verso il settore delle energie rinnovabili. Puntando lo sguardo verso l’Italia, non manca un po’ di scetticismo verso il difficile accordo tra Iride, Hera, Enìa e Acea, mentre il post-elezioni potrebbe attrarre investitori stranieri se il Governo punterà sulle infrastrutture.

Fonte: La Stampa

Autore: Luca Fornovo

Il dott. Attilio Arietti, intervistato su La Stampa, individua nella difficoltà di ricevere prestiti da parte delle banche la principale ragione della flessione delle operazioni di fusioni e acquisizioni negli USA nel primo trimestre del 2008.