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18 ago 2011

Google e Motorola Mobility: un deal che potrebbe ristrutturare il settore del mobile computing.

immagine Google e Motorola Mobility: un deal che potrebbe ristrutturare il settore del mobile computing.

Il 15 Agosto i Consigli di Amministrazione di Google e di Motorola Mobility hanno dichiarato l’accordo in merito all’acquisizione di Motorola Mobility da parte di Google.

Con questa acquisizione audace e molto costosa Google ha dichiarato al mondo che per essere competitivi nel settore del mobile computing occorre produrre sia il software che l’hardware. Occorre anche essere proprietari di un illimitato patrimonio brevettuale per combattere la battaglia con i competitors, che si svolge, oltre che sui mercati, nelle aule dei tribunali.

Google ha ritenuto questa mossa necessaria, indispensabile per proteggere Android, il cui utilizzo era ormai troppo frazionato ed oggetto di troppe varianti tra troppi produttori di hardware.

Conscia che la partita ormai si gioca sui tablet, sui netbook e sui cellulari ultraperformanti e non più sui laptop, Google mira a ristrutturare il settore del mobile computing sulla base dell’assunto che non si può imporre un sistema operativo senza l’hardware del quale esso forma parte integrante. Se la visione di Google verrà condivisa altre operazioni di M&A verranno presto effettuate nel settore.

Sarà possibile una ristrutturazione del settore sulla base del modello Apple? Certo non tutti i player potranno permetterselo ed è infatti di poche ore fa la notizia che HP si appresta ad abbandonare la produzione di laptop e pc, ormai prossimi all’obsolescenza e comunque o di bassa redditività. Persa l’opportunità di lanciare per tempo tablet e netbook propri, in mancanza di un suo sistema operativo proprietario, ad HP non resta che una dignitosa ritirata. Avrà successo il suo piano di trincerarsi nella produzione di software? La sua visione sembra cozzare con quella di Google. Il tempo ci dirà chi ha fatto la miglior scelta.

Per quanto attiene le possibili operazioni future, Nokia pare la preda più interessante e i rapporti già in essere sia con Microsoft che con Apple potrebbero renderla appetibile per entrambi. Apple starebbe rafforzando la sua posizione acquistando stabilimenti di Sharp in Giappone. Che faranno Samsung ed HTC, utilizzatori di Android la cui posizione potrebbe essere resa più debole ora che chi controlla Android possiederà Motorola Mobility, che ne è il maggiore utilizzatore? Si sentiranno discriminati al di là delle rassicuranti, e scontate, dichiarazioni di Larry Page? Questi non facili temi sono al vaglio della Federal Trade Commission e delle autorità europee le cui decisioni non sono scontate e pesano non poco sull’operazione annunciata a Ferragosto.

Non a caso infatti l’Articolo 7, sezione 7.03 del “Agreement and Plan of Merger” siglato il 15 Agosto pone a carico di Google l’inusitata penale di 2,5 Miliardi $ se l’operazione non si dovesse chiudere, tra l’altro a causa di una decisione sfavorevole delle autorità antitrust (si tratta di una penale pari al 20% del prezzo, circa 4 volte tanto quanto sarebbe normale pattuire nella prassi di queste operazioni!).

Questa pattuizione parla chiaro in merito all’elevato potere contrattuale di Motorola nella trattativa e palesa i suoi timori sulla fattibilità dell’operazione che, come abbiamo detto, presenta tematiche non trascurabili in materia di antitrust.

Eppure Google non si è fermata davanti a questi timori né di fronte alle aspettative di prezzo del venditore. Aspettative che l’hanno costretta a pagare un prezzo di 12,5 Miliardi di $ per un’azienda che nel 2010 ne ha fatturati 11,5 con margine operativo negativo e cash flow vicino allo zero, con evidenti problemi di crescita ed azionisti insoddisfatti.
Non si può volere un’operazione con maggior determinazione. Né avere maggior coraggio nel lanciarsi in un mondo del tutto nuovo, quello del manufacturing, estraneo alla cultura di Google ed irto di sfide giudiziarie di cui sia Morola Mobility che Google ed i loro competitors sono da tempo protagonisti.

Per intanto brindano gli azionisti di Motorola che, se l’operazione andrà in porto, riceveranno un premio del 60% sulle azioni di una società che sembrava rivolta al declino.

Si compiacciono i consumatori che vedranno nuovi e più performanti tablet e netbook sul mercato.

Nokia diventa assai appetibile e sarà verosimilmente corteggiabile da più di un pretendente.

Android ne uscirà rafforzato.

Che faranno gli altri utilizzatori di Android come HTC e Samsung? Resteranno con Andoid o cambieranno per Microsoft?

Apple si vede confrontata da un competitor nuovo e pericoloso ma con molta strada da percorrere. Non dimentichiamo che le vendite di iPad 2 di Apple sono per ora venti volte quelle dello Xoom di Motorola.

L’operazione ha dato breve fiato al Dow Jones in un momento assai difficile ed è un‘iniezione di fiducia per l’M&A sul futuro dell’economia mondiale.

Il tempo ci dirà se Google sarà il vincitore o lo sconfitto di questa grande partita.

Attilio Arietti
18 Agosto 2011