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13 lug 2009

Le imprese italiane e l’M&A: prede o predatori?

immagine Le imprese italiane e l’M&A: prede o predatori?

L’Italia è in vendita o è affamata di aziende internazionali? Chi sono le prede ed i predatori nei nuovi scenari internazionali dell’M&A? Nonostante la situazione economica abbia drasticamente influenzato il numero di deal conclusi nel primo semestre del 2009, è sempre maggiore il numero di imprese disposte a prendere in considerazione operazioni straordinarie.

«In realtà non è corretto classificare le imprese italiane in cacciatori se comprano o prede se vendono» sottolinea Giovanni Panigada, project manager di Arietti & Partners. «Nell’attuale scenario è cacciatore chi si integra con altri per unire le forze nell’affrontare la crisi e preda chi sta immobile mettendo a rischio le proprie quote di mercato e la sua stessa esistenza. La stessa FIAT è cacciatore, ma non necessariamente un compratore. Se il piano di Marchionne su Opel fosse andato in porto, gli azionisti della FIAT avrebbero perso il controllo di FIAT Auto, quindi sarebbero stati per certi versi dei venditori. Eppure non c’è nessun dubbio che la società torinese stia avendo un ruolo da protagonista nel proprio settore».

Gli operatori più attivi, sia italiani che stranieri, sono soprattutto quelli con bilanci sani e che cercano di avvantaggiarsi sui competitor a mezzo di un’intesa attività di M&A, puntando alla crescita anche per linee esterne. Il settore industriale è quello che comanda: «Chi si trova, per sua fortuna o per abilità e strategia aziendale, in settori anticiclici come “healthcare” e “pharma”, non è penalizzato dal rallentamento dell’economia e può pensare in grande» spiega Davide Milano, project manager di Arietti & Partners. «Pur con alcune eccezioni, le aziende che stanno soffrendo di più sono quelle che si collocano nei segmenti premium e superpremium, vendendo prodotti che per definizione non sono di prima necessità. Il consumatore tipo è diventato più prudente a causa della ridotta visibilità sul suo futuro e pertanto ha spostato verso il basso i propri acquisiti, laddove non li abbia proprio messi “on hold”: questo inevitabilmente si riflette su molti settori, dall’automotive all’abbigliamento».

Ad avvantaggiarsi sono quindi quelle società che si rivolgono proprio al “consumatore prudente”. «I clienti per cui stiamo gestendo progetti in questo periodo sono soprattutto gruppi italiani che vantano marchi noti ed un portafoglio prodotti variegato di beni non sostituibili» spiega Davide Milano. «Gli obiettivi sono, nella maggior parte dei casi, entrare in nuovi mercati o affermarsi ancora di più nei propri, ma anche ampliare il proprio parco prodotti o acquistare know-how e tecnologia. Il target preferito è di medie dimensioni, le imprese del cosiddetto “Mid-Market”, che permettono inoltre al compratore di limitare i rischi nel caso sfortunato di insuccesso». Ma l’Italia è ricca di opportunità anche per società estere: «È innegabile che le non poche aziende italiane medio-piccole in difficoltà abbiano suscitato l’interesse di operatori stranieri. Quello che ci chiedono più spesso i clienti stranieri sono i marchi, i network distributivi, il know-how ed il genio italiano».

Da quali investitori esteri bisognerà aspettarsi acquisizioni in Italia e verso quali paesi puntano i gruppi nostrani in cerca di crescita internazionale per linee esterne? «Se nel panorama europeo sono particolarmente attive le imprese tedesche» spiega Giovanni Panigada «alcune società di cui sto gestendo la vendita stanno trovando particolare interesse in Cina ed India, entrambi paesi che presentano diversi operatori che guardano all’Europa come terreno di espansione per le loro acquisizioni».

Parecchi invece i mercati d’interesse per i gruppi italiani più attivi nell’M&A: Spagna, Francia, Germania, Regno Unito, Svizzera, Romania e paesi dell’Est, mentre al di fuori del Vecchio Continente si confermano Brasile, India, Cina e Stati Uniti i mercati più ricercati. «Negli USA in particolare» conferma Davide Milano «gli effetti più marcati della “crisi globale” sulle aziende locali, il tasso di cambio a favore dell’Euro e la mentalità degli operatori oltreoceano più simile alla nostra che rende quindi più semplici i processi d’integrazione post-transaction, favoriscono l’interessamento delle imprese europee. Grazie a questi fattori concomitanti, gli Stati Uniti sono divenuti una nazione ricca di opportunità per l’M&A; e i recenti accordi stipulati da FIAT ne sono un chiaro esempio».
 

06 lug 2009

Oltre 200 incontri one-to-one al G8 Young Business Summit

immagine Oltre 200 incontri one-to-one al G8 Young Business Summit

Arietti & Partners ha organizzato, in qualità di platinum sponsor del G8 Young Business Summit di Stresa, una panel discussion sul tema dell’M&A come strumento per l’innovazione a cui sono seguiti più di 200 incontri bilaterali tra giovani imprenditori e con gli advisor di M&A International Inc.

L’evento, tenutosi il 2 luglio presso l’Hotel Regina Palace di Stresa, ha visto la partecipazione di 80 delegati, prevalentemente imprenditori under 40 provenienti dall’Italia e dagli altri paesi del G8, ma anche investitori Private Equity e consulenti legali.

La panel discussion “Innovation and Growth through cross-border M&A”, moderata da Manuele Musso (Managing Director di Space 2000), ha visto gli interventi di Attilio Arietti (Chairman di M&A International Inc. e presidente di Arietti & Partners) e dei rappresentati di M&A International Inc. Hans Bethge (Germania), James S. Cassel (USA), Doru Lionachescu (Romania) e Christopher Scales (Spagna).

Secondo il panel di esperti, le operazioni di mergers and acquisitions possono rappresentare molto più che una scorciatoia per i processi innovativi. L’acquisizione di un’azienda estera porta con sé tecnologie, prodotti, canali distributivi ed un’approfondita conoscenza del mercato, un patrimonio che viceversa richiederebbe anni per essere ottenuto. Inoltre, con la sempre maggiore necessità di prendere misure immediate per innovare, l’M&A rappresenta il più efficace strumento disponibile, se non l’unico.

La congiuntura economica attuale ha avuto un impatto sui multipli applicati nelle operazioni e delle valutazioni di azienda, una riduzione spesso non comprensibile ed accettata dalla parte venditrice; tuttavia ciò rappresenta un’opportunità per quelle società interessate ad espandersi ed “acquisire innovazione” a prezzi molto più bassi rispetto agli ultimi anni. 

Concluso il dibattito, i delegati italiani ed internazionali si sono incontrati in una serie di colloqui bilaterali della durata di 25 minuti ciascuno per discutere di opportunità di collaborazione, strategie ed espansioni internazionali. Un format quello dello “speed dating” implementato con successo da M&A International Inc. nelle 8 edizioni dell’M&A Mid-Market Forum, la più recente tenutasi a Milano nel novembre 2008.

Soddisfatto Attilio Arietti, Chairman di M&A International Inc.: “sono estremamente felice di aver incontrato e di aver fatto conoscere ai miei colleghi internazionali giovani imprenditori dinamici, desiderosi di intraprendere strade innovative ed aperti alle operazioni di M&A. I colloqui individuali sono stati di grande interesse per collocare le strategie degli imprenditori con i quali ci siamo incontrati in un contesto internazionale”.

Il programma completo delle attività e le fotografie dell’evento sono disponibili nello speciale dedicato al G8 Young Business Summit sul nostro sito.