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News
29 mag 2009
Tra crisi e dossier, è cambiato il modo di fare M&A
Il mercato dell’M&A in Italia non è immune alla crisi: se le statistiche del primo trimestre del 2009 mostrano un sostanziale dimezzamento dei deal chiusi, in piena caduta libera è il controvalore complessivo delle operazioni, inferiore ai 3 miliardi (-87% rispetto al 2008, fonte KPMG). «Fatta eccezione per i recenti deal di Fiat ed Enel, le grandi operazioni in Italia sono al palo» spiega Davide Milano, project manager di Arietti & Partners. «Ciò è dovuto soprattutto al mercato del credito, che non aiuta più i mega mergers che si basavano per la maggior parte su alti gradi d’indebitamento. Relativamente all’M&A nel Mid-Market, le statistiche dicono che soltanto ora si inizia ad avvertire una flessione in termini di operazioni chiuse: l’onda lunga è arrivata con qualche trimestre di ritardo rispetto allo tsunami che ha colpito in via più immediata e con più clamore le grandi operazioni».
Al sensibile calo di operazioni concluse, però, fa eco un mercato dell’M&A tutt’altro che fermo. Di questo avviso è anche il project manager di Arietti & Partners Giovanni Panigada: «confrontandoci con numerosi colleghi internazionali, siamo sempre più dell’idea che al minor numero di operazioni concluse corrisponda in realtà un maggior numero di operazioni in fase di negoziazione. I dossier non mancano, ma è più difficile trovare un accordo tra le parti».
Tra le ragioni principali lo shock borsistico e l’atteggiamento assai prudente del sistema bancario che, dopo il fallimento di Lehman Brothers, ha bloccato e costretto a reimpostare radicalmente numerose operazioni di M&A in fase avanzata di definizione e paralizzato per alcuni mesi il mondo dei Private Equity Una situazione che ha avuto un impatto inevitabile sui multipli applicabili nelle transazioni di M&A di media dimensione – riduzione peraltro spesso non comprensibile e quindi non accettata dalla parte venditrice – con l’effetto nell’immediato di allontanare l’offerta e la domanda.
Eppure sono molte le imprese interessate ad operazioni di mergers and acquisitions in questo periodo, in particolare nel mid-market. Un trend sostenuto anche dalla peculiarità del “sistema Italia”: «essendo il panorama italiano popolato per lo più da imprese medio-piccole» spiega Davide Milano «gli M&A advisor come noi si trovano a dover gestire molti più progetti che in passato: questo è il diretto risultato di un momento economico del tutto "particolare", laddove taluni pensano di approfittare delle opportunità sul mercato mentre altri al contrario cercano di trovare un supporto, un partner per traghettarsi oltre le difficoltà di oggi piuttosto che uscire definitivamente dal business. Forse quello che è maggiormente cambiato è il modo di fare M&A oggi».